Il regno del ghiaccio tremava. Lunghe catene montuose ricoperte di neve vibravano ora come diapason toccati da un saggio maestro di musica. La vibrazione produceva un suono muto, il suono dell'attimo prima che succeda qualcosa. Il vento scuoteva gli alberi, il gelo era ora protagonista di questo caos. La terra tremava, le montagne si crepavano e poi... il silenzio di un istante. Un'esplosione squarciò le montagne di Skeyda. Sette titani uscirono con forza dalle rocce, mentre il popolo di Silver, rifugiatosi nella cattedrale da otto ettari, alzava il braccio destro gridando "Per Silver! Per Skeyda!"
Sembrava che tutto stesse per crollare. Non si era mai vista un'enfasi tale dai tempi della prima era del ghiaccio. Silver guardava il suo popolo, e allungando un braccio verso di loro pronunciò le parole che, probabilmente, lo avrebbero condotto alla gloria:
- Popolo di Skeyda! - il silenzio prese la parola. Nessuno azzardava un fiato. - E' da un'era oramai che il regno del fuoco ci ha costretti a vivere qui, privandoci del piacere di avere dei figli, costretti in uno spazio non sufficiente, ridendo di noi, dei nostri desideri e dei nostri bisogni! - I titani nel frattempo si disposero tutti attorno alla cattedrale, in ginocchio, in attesa degli ordini del Principe.
- Oggi, Skeyda vincerà! Perché oggi, non invieremo i nostri uomini a morire. Skeyda vincerà! Perché il nostro popolo è un popolo forte, che non ha paura! Oggi vinceremo perché... ci riprenderemo la valle delle ombre come è giusto che sia! - Il popolo di Skeyda cominciò a gridare "Per Silver, per Skeyda!" Quando da lontano, enormi palle di fuoco stavano per colpire la cattedrale, all'insaputa di tutti.
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